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Avevo ascoltato i FaberNoster in un paio di occasioni dal vivo e in una demo di oltre un anno fa. Devo dire che questo "Ciao Fabrizio", loro disco di esordio, è decisamente un passo in avanti. Sono cresciuti i ragazzi di Reggio Emilia e son cresciuti bene. Un album fresco, canzoni fedeli alle originali e al tempo stesso con un tocco di creatività e di personalità. Dall' arrangiamento swing de La ballata dell' amore cieco, alla chitarra che accompagna Andrea e che crea melodie e variazioni. Una Canzone del maggio elettrica, che sembra spostata nel tempo e nello spazio: dai boulevards parigini del '68, alle strade di Genova del G8 nel 2001. Discorso a parte meritano i due brani cantati in genovese. E' un passaggio obbligato per chi si cimenta con De Andrè, quasi impossibile non dover cantare una sua canzone in dialetto. E il genovese è ostico, con alcune difficoltà fonetiche davvero ardue da superare per chi non è ligure. I FaberNoster superano l' esame alla grande. Non a caso Megu Megun, che credo sia un po' il cavallo di battaglia dei FaberNoster, è canzone raramente interpretata dalle cover band. A cimma credo sia la cosa migliore del disco, un inno alla genovesità più di quanto non sia la stessa Creuza de ma, viene interpretata con grande sensibilità e arricchita dalle bellissime trame della fisarmonica di Luca Ferrari. Tutte le canzoni sono sostenute dall' ottima base ritmica di Ilaria Albergini alla batteria e percussioni e di Luca Sberveglieri al contrabbasso. Sempre preziosi, quasi "sottovoce", gli arpeggi acustici di Giuseppe Bevivino alla chitarra: indispensabili. Lasciamo per ultimo Alberto Ruozzi, voce e chitarra, che ha il grande merito di cantare benissimo in genovese e di non imitare De Andrè. E dopo la nostra opinione lasciamo spazio a loro, i FaberNoster, che ci raccontano il perchè di questo CD. "Già da diversi anni cantiamo l’opera di Fabrizio De Andrè. Non pensavamo di incidere la nostra voce e le nostre interpretazioni alle Sue canzoni, perché i concerti ci davano linfa, forza e sufficienti stimoli per continuare a proporre al pubblico ed in modo particolare ai giovani il nostro tributo a colui che definisco e definiamo il più grande poeta del ‘900 e maestro di vita. Forse è proprio grazie al nostro pubblico che incessantemente richiedeva questo famoso “CD”, unito alle continue richieste di organizzazioni e comuni che desideravano una prova tangibile del nostro lavoro musicale per ingaggiarci, che abbiamo deciso di incidere un album.Devo dire che è stata per noi FaberNoster una grande emozione, una esperienza nuova e formativa. Incidere un disco musicale dedicato a Fabrizio De Andrè per un gruppo nato e attivo nel suonare e divulgare la Sua arte è di certo il coronamento di questo nostro spaccato di vita.Registrando le canzoni si entra in contatto con le parole, le virgole, gli accenti… con sfumature letterarie e musicali che nei concerti non vengono analizzate così in profondità. Emerge un cantautore ancora più potente ed intrigante; diciamo che cambia l’angolazione, il punto di vista, e quindi anche l’atmosfera legata a determinati brani. Ci siamo avvicinati maggiormente e molto più interiormente ad alcuni aspetti della sua vita legati alle 11 canzoni che compongono il nostro lavoro musicale.“Ciao Fabrizio” è il titolo che abbiamo dato al disco. Sono due parole semplici ma pensiamo che rendano con intensità e grande umiltà ciò che proviamo mentre cantiamo i suoi pezzi. Ci sentiamo partecipi, coinvolti. Ci sembra di vivere Fabrizio De Andrè e le Sue proprie storie.La scelta dei brani è stata una difficile cernita fra i 50 che abbiamo in repertorio. Questi 11 pezzi “eletti” non sono più importanti di altri, ne più belli di altri. Non abbiamo seguito una linea tematica, neppure un percorso cronologico. “Ciao Fabrizio” condensa le canzoni che sentiamo più “nostre” e che riassumono quindi meglio il nostro tributo al cantautore genovese. Nel booklet del disco abbiamo descritto le canzoni con parole chiave che il gruppo sente dentro di sé durante l’esecuzione. E’ un modo insolito e personale di descrivere un brano. Un modo FaberNoster."
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